5 cose da fare a Napoli con bambini

Napoli rappresenta sicuramente una meta interessante con molto da vedere e da fare, monumenti, musei, piatti tipici da provare, …

E’ molto caotica e con un traffico decisamente eccessivo, basta però organizzarsi nel modo giusto, evitando magari di andare in auto, se non ci si sente sicuri a questo tipo di guida e utilizzare i mezzi pubblici (c’è anche la metropolitana).

Andare a Napoli con un bambino (di cinque anni) è stata la nostra ultima avventura in ordine di tempo, è fattibile, basta, del resto come sempre, organizzare le cose da vedere e gli spostamenti in base alle necessità e gli interessi del più piccolo del gruppo.

Di seguito le 5 cose da fare a Napoli se si va con un bambino!

 

 

  • Castel dell’Ovo

 

Questo posto è ciò che è piaciuto di più a nostro figlio di tutto ciò visto a Napoli.

Si tratta del castello più antico della città di Napoli, il suo nome deriva da una leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio avrebbe nascosto nelle segrete una gabbia di ferro sospesa con dentro un uovo, la magia dell’uovo manteneva in piedi la fortezza e proteggeva la città di Napoli, la sua rottura avrebbe provocato il crollo del castello e catastrofi per la città.

Durante il XIV secolo il castello subì gravi danni a causa di un crollo strutturale, la regina che regnava in quel tempo, Giovanna I, per calmare la popolazione, assicurò di aver cambiato l’uovo (che si era rotto) con uno integro.

Il castello sorge su un isolotto unito alla terraferma da un istmo di roccia, la prima costruzione risale al I secolo a.c. e fu la villa di Lucio Licinio Lucullo, una splendida costruzione dotata di una grandiosa biblioteca, Lucullo fu un grande possessore di terreni.

Fu successivamente l’ultima dimora dell’ultimo imperatore d’occidente, Romolo Augustolo e dopo la sua morte vi si insediarono dei monaci.

Fu fortificato poi dai normanni e successivamente dagli svevi che, con Federico II, lo trasformarono in sede del tesoro reale, abitazione e prigione.

Successivamente fu danneggiato dai francesi e dagli spagnoli durante il tentativo di impossessarsi della città e successivamente restaurato.

Dall’Unità d’Italia poi rimase possesso del demanio e in stato d’abbandono, vennero fatti progetti per abbatterlo e sostituirlo con un nuovo quartiere cittadino, per fortuna non andarono a buon fine e negli anni 70 del secolo scorso è stato restaurato ed è ora sede di mostre temporanee e convegni.

Si può fare una passeggiata all’interno delle fortificazioni, ammirare gli affreschi scampati alla storia, ammirare la città di Napoli e il Vesuvio da una posizione davvero d’eccezione.

Si tratta di una piccola città nella città.

L’entrata è gratuita ed è possibile vedere un video che ne illustra la storia poco dopo l’entrata sulla destra, dove si trova anche l’antica cisterna medievale.

 

 

  • Mangiare!

 

A Napoli la cucina è imprescindibile! I profumi invadono le strade!La scelta è vasta, molto saporita ed economica.

Ovviamente la pizza… non ci sono confronti con ciò che si mangia in altre parti d’Italia, gli ingredienti sicuramente, ma anche la freschezza degli stessi, l’aria, …

Si mangia la margherita, la pasta è alta e morbida, il pomodoro saporito e la mozzarella freschissima.

Non si trovano molti gusti, alcune pizzerie ne propongono un paio, ma non è necessario niente di più 🙂

Un’alternativa è la pizza fritta, nata da un’inventiva delle massaie che volevano utilizzare al meglio l’impasto del giorno prima, la dimensione è di una pizza normale, ma piegata in due con pomodoro e mozzarella all’interno, sicuramente un po’ più pesante, ma molto saporita.

Il cibo da strada è presente ovunque a Napoli, da ambulanti a localini che propongono prodotti da asporto o per pranzi veloci, noi ne abbiamo provato uno e ci siamo ritornati perché il cibo era ottimo, i prezzi pure:

“Passione di Sofì” in via Toledo 306 (via dello shopping).

Propone i fritti della tradizione napoletana come “i coni di carta” contenenti fritture di mare o di terra o un mix di entrambe, zeppoline, frittatine (che non sono frittate di uova e basta, ma di pasta), pizze fritte, montanare, ecc…

L’interno del locale è piccolino, al piano terra la vendita take away e al primo piano un carinissimo soppalco e i cuochi che preparano le prelibatezze per poi calarle alla vendita con un cestino e una corda, un’avventura per un bimbo anche solo osservare quanto avveniva all’interno del locale.

A Napoli si mangia più tardi rispetto a dove viviamo noi, le 14 per il pranzo e le 21 per la cena (se non oltre), noi mangiamo prima e se volete trovare subito posto per sedervi e non fare una lunga fila per prendere da mangiare vi consigliamo di pranzare (e magari cenare) un po’ prima rispetto ai napoletani.

 

 

  • Pompei

 

Sommersa da materiale piroclastico nel 79 d.c. a causa dell’eruzione del vicino Vesuvio, Pompei rappresenta un sito archeologico d’eccezione, sotto metri di materiale depositato è stata riportata alla luce una città romana nella quale il tempo si è fermato.

Grazie poi all’intuizione del Sig. Fiorelli, direttore degli scavi nel 1863, possiamo vedere i calchi dei corpi, sommersi durante l’ultima fase dell’eruzione da una pioggia di cenere che si è successivamente solidificata e ne ha preso la forma e, dopo la loro decomposizione, ha creato una cavità vuota al loro posto. Riempiendo lo spazio con il gesso gli archeologi ci hanno permesso di vedere, a distanza di duemila anni, i copri nell’ultimo istante di vita, le loro posizioni, l’abbigliamento, …

All’ingresso abbiamo chiesto quali sono le cose più significative da vedere e che potevano interessare anche un bambini, per citarne alcune: delle ville molto belle, i forni del pane, le stesse strade, i teatri.

 

Nota: Eravamo un po’ preoccupati del messaggio che una città devastata poteva dare ad un bambino, in realtà lui l’ha vissuta come una scoperta, non abbiamo però enfatizzato sulla storia dei calchi umani presenti e sono convinta che lui le abbia credute delle statue.

 

Come arrivare da Napoli:

Con la circumvesuviana – un tragitto di circa 40 minuti a € 2,80 a tratta, i bambini sotto i 6 anni non pagano!

Nota: attenzione ai borseggiatori, abbiamo assistito ad uno scippo in diretta!

In autobus –  dalla stazione in direzione Salerno.

 

Orari del sito archeologico di Pompei:

Dal 1 aprile al 31 ottobre: 9.00 – 19.30 (ultimo ingresso 18.00)

Dal 1 novembre al 31 marzo: 9.00 – 17.00 (ultimo ingresso 15.30)

 

Il prezzo d’ingresso per gli adulti è di € 13,00, i minori di 18 anni non pagano.

I biglietti si comprano all’entrata del parco oppure online su Ticketone, non ci sono altri rivenditori ufficiali.

 

 

  • Spaccanapoli e San Gregorio Armeno (I Presepi)

 

Sono le zone più famose di Napoli, la prima quale “strappo” di un tessuto fittissimo di edifici, l’altra perchè è la via del Natale in quanto sede degli artigiani dei presepi.

Una passeggiata da via Toledo (dei negozi) per poi proseguire via Maddaloni (già Spaccanapoli) fino a Piazza del Gesù Nuovo, poi proseguendo poi per via Benedetto Croce fino a …

Via San Gregorio Armeno, la via degli artigiani dei presepi.

La via congiunge due dei decumani napoletani, Il decumano Maggiore, ora via dei Tribunali e il decumano Inferiore ora via San Biagio dei Librai.

Tutta la zona è ricca di bellissimi edifici barocchi, negozi per fare shopping e nella parte finale di bancarelle natalizie e negozi artigianali di presepi.

I bambini si possono divertire a vedere le statuine, tante delle quali “dotate di movimento”, quelle dei mestieri sono davvero belle.

In vendita sia le statuine che le strutture dei presepi, gli artigiani lavorano qui tutto l’anno.

Alla fine di via San Gregorio Armeno l’entrata a Napoli sotterranea, non siamo stati, era buio e non sapevamo se sarebbe stato adatto a un bambino, torneremo solo per questo, deve essere molto emozionante.

 

 

  • Piazza del Plebiscito e il Maschio Angioino

 

Alla fine di via Toledo (shopping), dal lato opposto rispetto Spaccanapoli, si trova Piazza del Plebiscito, la più famosa di Napoli e una delle più grandi d’Europa.

Il nome di Piazza del Plebiscito fu scelto dopo la vittoria schiacciante del sì per l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna nel 1860.

Attorno a tutta la piazza edifici storici, due statue equestri di Antonio Canova e dagli anni novanta del secolo scorso completamente pedonale.

Attraversare la piazza bendati passando tra le due statue sembra incredibilmente difficile, pare, secondo una leggenda, che la regina Margherita una volta al mese promettesse la libertà ad uno dei suoi prigionieri se questi fosse riuscito ad attraversare la piazza bendato facendo una traiettoria dritta (170 metri). Non ci riuscì mai nessun prigioniero e anche oggi non si può evitare di dirigersi senza ragione verso via Cesario Console, che ci sia una maledizione?

Nelle vicinanze di via del Plebiscito si trova il Maschio Angioino, o Castel Nuovo, fortezza e residenza reale la cui costruzione iniziò nel 1279 sotto il regno di Carlo d’Angiò e simbolo della città.

Noi abbiamo scelto una passeggiata all’esterno e rimanderemo ad altra occasione la visita all’interno.

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Luisa S.

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